Il New York Times ha venduto la nuova sede, disegnata da Renzo Piano, per pagare i debiti; il Philadelphia Enquirer, 180 anni di vita, è fallito; il San Francisco Chronicle è sull’orlo della chiusura; il Los Angeles Times ha ridotto i giornalisti da 1.300 a 700. E nel vecchio continente la musica non è diversa. Il paradosso, osserva Timothy Egan, esperto di media dell’Herald Tribune (l’edizione internazionale del New York Times), è che la crisi dei giornali arriva mentre la loro audience globale sta crescendo più velocemente che mai.
I siti dei quotidiani americani hanno attirato nell’ultimo trimestre del 2008 più di 66 milioni di visitatori, un record e un aumento del 12 per cento sull’anno precedente. Il 40 per cento di coloro che navigano su Internet si trovano sul sito di un giornale. In Europa, la tendenza è simile. “È in crisi il formato dei quotidiani, non la sostanza”, avverte Egan. “Occorre solo aspettare che emerga un nuovo modello”.
Milano, 18 Marzo 2009
(Fonte la Repubblica)


