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Zero Lab

I racconti delle aziende confermano questi trend. Antonio Oriti, marketing manager di Boole Server (start up di software per la protezione dei documenti e dei dati aziendali), sottolinea la difficoltà di reperire sul mercato professionisti dell’information technology, a cominciare dai sistemisti. Un gap di cui in realtà si parla da anni, che trae la sua origine dalla scarsità di percorsi formativi ad hoc per queste figure.

«Ancora più complesso è reperire personale tecnico/commerciale in grado di confrontarsi, creando una interazione propositiva, con il mercato su specifiche tematiche provenienti dalle aziende», aggiunge Oriti.
Un’altra criticità rilevata dal manager nei candidati è il livello di formazione tecnico/commerciale di base «che i profili hanno acquisito a livello universitario. Da soli i libri di testo non sono sufficienti a stimolare la curiosità, la volontà, il sacrificio, la voglia di affrontare sfide sempre più complesse: ingredienti ormai indispensabili per un commerciale», conclude.

In ambito IT opera anche Zero Computing. «Ricerchiamo principalmente sviluppatori e project manager con alto livello di seniority, che abbiano la capacità di lavorare su progetti complessi», spiega Fabio Confalonieri, socio fondatore. «Per gli sviluppatori richiediamo la conoscenza di vari linguaggi di programmazione, come PHP, Java e Ruby on Rails, un ambiente di sviluppo poco diffuso in Italia, mentre per i project manager la conoscenza della metodologia nella gestione dei progetti e dei metodi “Agile”, che consentono di sviluppare rapidamente soluzioni per i nostri clienti. Per entrambi i profili, abbiamo difficoltà a trovare sul mercato in tempi brevi persone poliedriche, adeguatamente formate e dotate della necessaria esperienza, che abbinino alle buone conoscenze teoriche quelle pratiche nello sviluppo di grandi progetti.
Inoltre, è necessario che i candidati siano aggiornati sulle tecnologie abilitanti in continua evoluzione e per questo abbiano voglia di continuare a imparare».

Se si fa fatica a trovare le persone giuste, secondo Confalonieri, è soprattutto perché «dall’università non escono laureati con queste competenze, spesso acquisite in proprio da studenti o appassionati, per puro interesse personale.
La ricerca di queste figure attraverso i tradizionali canali web, come siti di recruiting e annunci online, spesso in passato ha prodotto l’arrivo di una montagna di cv di persone non aderenti alle nostre richieste, che richiedono un grande lavoro di scrematura», conclude.

«Funziona meglio la segnalazione da colleghi del settore, la conoscenza attraverso conferenze specialistiche, ma anche LinkedIn, che negli ultimi mesi ci ha permesso di raccogliere candidature dirette di buon livello».

Inchiesta di Duilio Lui pubblicata su Italia Oggi Sette del 29 luglio 2013

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